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Temporaneo

13 novembre 2010  —  28 novembre 2010

Temporaneo. Arte contemporanea nella cittĂ  in evoluzione

In collaborazione con: Fondazione Musica per Roma, Azienda Speciale Palaexpo, Eur S.p.A., UniversitĂ  degli Studi Roma Tre, Associazione Socialart
Media partner: Radio3
Sponsor tecnico: Studio Mangano

IMF Foundation e Nomas Foundation presentano Temporaneo: Arte contemporanea nella città in evoluzione un progetto nell’ambito della 34° edizione del Roma Jazz Festival, “Gezz – Generazione jazz”.
Come si racconta il cambiamento di una cittĂ ? Come si fa spazio alla modernitĂ  in un tessuto urbano connotato dalla storia?
Quattro opere di giovani artisti italiani esposte in luoghi pubblici della città di Roma alterano temporaneamente il paesaggio urbano, interrompendo l’abituale fruizione dello spazio pubblico attraverso interventi che mutano l’immaginario di chi è solito attraversare quei luoghi.
Temporaneo rappresenta, attraverso il linguaggio dell’arte, il cambiamento che riconfigura le nostre città in una prospettiva contemporanea e diventa l’occasione per ripensare alla categoria di monumento in una prospettiva performativa che riscrive temporaneamente i luoghi dell’abitare.

Artisti e opere:
Francesco Arena, Torre, 2007 – EUR Laghetto, Passeggiata del Giappone – Antistante Palazzo ENI
Simone Berti, Senza Titolo, 2008 – Casa del Jazz, Atrio - Viale di Porta Ardeatina, 55
Sandrine Nicoletta, Barrel (unit), 2010 – Università degli Studi Roma Tre – Piazzale del Rettorato, Via Ostiense, 159
Alberto Tadiello, LK100A, 2010 – Auditorium, Parco della Musica – Viale Pietro de Coubertin

- Francesco Arena , Torre, 2007
metallo zincato, parquet, legno, cm 120 x 85 x 438 cm
Courtesy Galleria Monitor, Roma
Simile alle torri di avvistamento e realizzata con una struttura di metallo che sostiene 340 metri quadri di parquet, Torre, è un’ opera che segna un limite tra memoria e oblio della storia del ventesimo secolo. I 340 metri quadri corrispondono infatti, alla presunta superficie in cui gli operai dello stabilimento siderurgico ‘Ilva’ di Taranto furono assoggettati a mobbing. Una scala consente di salire in cima e guardare da un’altezza diversa il paesaggio circostante. Un monumento contemporaneo che indaga, comprende e reinterpreta i fatti accaduti, fornendo sugli stessi un diverso punto di vista.

- Simone Berti, Senza Titolo, 2008
Calcestruzzo, alluminio 80 x 120 x 280 cm
Courtesy Galleria Vistamare, Pescara
Una forma vegetale, un fiore artificiale, un giglio, per la precisione, il cui stelo è formato da un tubo di cemento e i petali da riccioli di alluminio. La coesistenza tra forme naturali e componenti industriali, introduce lo spettatore in un mondo semi-organico, sospeso in una dimensione immaginaria, apparentemente impossibile e al contempo sempre piÚ probabile. Senza Titolo modifica il paesaggio, introduce ad uno spazio urbano nuovo, popolato da figure imprevedibili, ad un artificiale pulsante.

- Sandrine Nicoletta Barrel (unit), 2010
barile, lampadina, stampa su alluminio, materiale adesivo, scritta adesiva, 90 x 58 x 58 cm
Un’opera di carattere politico, che riflette sul recente passato e sulla storia odierna. I barili, uguali a quelli contenenti il greggio, realizzati nel 2005, riportavano la scritta Therefore we shall sleep well, manifestando la volontà di aprire un discorso critico/polemico sulla presenza delle truppe americane in Iraq e sull’aumento del costo del petrolio. A quegli stessi barili, nel 2010 con Barrel (unit) se ne aggiunge uno bianco che sarà una superficie a disposizione delle riflessioni del pubblico, nel tentativo di comprendere se, al di là delle dichiarazioni politiche, qualcosa sia veramente cambiato.

- Alberto Tadiello LK100A, 2010
Struttura metallica, motore elettrico, sirena, manuale, sistema di cavi, 360 x 350 x 460 cm
Courtesy T293, Napoli
Un’imponente scultura, un’installazione sonora, nella quale la presenza fisica della struttura metallica incontra quella immateriale del suono, dando così vita ad un’opera extra-ordinaria e imprevedibile. LK110A, si presenta come un organismo nuovo nello spazio pubblico, un sistema complesso, che generando rumore, introdurrà una singolare presenza nel paesaggio urbano, producendo un nuovo stato di tensione nei passanti. Il monumento diventa performativo, il suono si fa spazio: stordisce e sfiorisce.


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