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Temporaneo 2011 | Giorgio Andreotta Calo’

22 ottobre 2011  —  22 novembre 2011

Giorgio Andreotta Calò, Rome, 2011. Courtesy the artist and Galleria Zero... Giorgio Andreotta Calò, Rome, 2011. Courtesy the artist and Galleria Zero... Giorgio Andreotta Calò, Rome, 2011. Courtesy the artist and Galleria Zero... Giorgio Andreotta Calò, Rome, 2011. Courtesy the artist and Galleria Zero... Giorgio Andreotta Calò, Rome, 2011. Courtesy the artist and Galleria Zero...

Giorgio Andreotta Calò, Roma, 2011, Ponte della Musica
L’intervento pensato da Giorgio Andreotta Calò per il Ponte della Musica intende ragionare sulla sottile, eppure evidente, linea che separa l’alto dal basso creando, in contrasto con l’asse orizzontale del ponte, una nuova linea verticale di collegamento, su cui disporre queste due polarità tipiche della civiltà contemporanea, che si richiamano, si negano e si ribaltano continuamente. Nel suono prodotto dal suo strumento e nel racconto del suo vissuto, sarà un violinista tzigano ad incarnare queste posizioni. La trasmissione simultanea delle due tracce audio, lungo un ideale asse verticale, int

ende mettere in comunicazione coloro che passeggiano sul nuovo ponte e lo scenario in transizione del cantiere sottostante.

Un progetto di Giorgio Andreotta Calò
Musica di Adrian Bilteanu,
Editing di Emanuele Wiltsch Barberio
Coordinamento di Luca Pagliani
La Parola all’Artista:

Rom (plurale: Roma) è uno dei principali gruppi etnici della popolazione di lingua romanes/romani (anche detta degli " zingari " o dei "gitani"), che si presume essere originaria dell'India del Nord.

Adrian è un Rom e suona il violino. Suona a Roma, la sera, tra piazza Navona e Fontana di Trevi, lì dove passano i turisti. Ho conosciuto Adrian mentre lavoravo al progetto per il nuovo ponte. La sua musica e la sua vita erano per me due facce opposte della stessa medaglia, così come la visione che avevo del ponte, con la sua parte superiore nuova e immacolata e la parte sottostante polverosa e lasciata incompiuta. Ragionavo sulla sottile linea che separa l’alto dal basso, per creare, in contrasto all’asse orizzontale del ponte, un'ideale linea verticale di collegamento su cui disporre due polarità che si richiamano, si negano e si ribaltano continuamente. Nella musica di Adrian si condensa la complessità di un tutto.

Adrian suona sotto al ponte e per un momento soltanto è presente.

Noi lo ascoltiamo dall'alto, distanti, mentre suona rifugiato tra gli anfratti del basamento in cemento armato. Da sopra, affacciati dai fori della struttura, osserviamo attraverso, in basso, lungo una linea ideale: quel nuovo asse verticale creato dal ponte appena arrivato.

Il suono del suo violino si trasforma così in un'evocazione che attraversa il ponte nei quattro punti che si aprono verso il cantiere sottostante.

E’ un suono intenso, altalenante tra il melanconico e l'allegro, graffiato e stridente che non potrebbe che esser prodotto dal violino di uno zingaro. Accenna a tratti alle note dell'inno di Mameli, aprendo al paradosso di un'ambigua identità nazionale nella retorica della celebrazione di una ricorrenza.

Giorgio Andreotta Calò



Giorgio Andreotta Calò, nato a Venezia nel 1979, vive e lavora ad Amsterdam. Ha studiato scultura all’Accademia di Venezia e alla KHB KunstHochSchule di Berlino, per poi proseguire alla Rijksakademie di Amsterdam. Quella di Giorgio Andreotta Calò è una ricerca della trasfigurazione. Lo spazio urbano, l'architettura, il paesaggio, vengono così restituiti alla lettura del pubblico attraverso una decifrazione di significati inediti e simbolici, ribaltando spesso il punto di vista e la visone sulla realtà quotidiana.
Mostre personali (selezionate): Scolpire il tempo, Wilfried Lentz Gallery, Rotterdam (2010); 1979-2009, Galleria Civica, Trento (2009); Atto Terzo. Volver, ZERO…, Milano (2008).
Mostre collettive (selezionate): ILLUMInazioni / ILLUMInations, 54° Biennale di Venezia, Venezia (2011); Art in the Auditorium, Whitechapel Gallery, London (2011); SI - Sindrome Italiana, la jeune création artistique italien, Magasin - Centre National d'Art contemporain de Grenoble, Grenoble (2010); Postmonument, The XIV Internazionale di Scultura di Carrara, Carrara (2010).


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