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Neon

10 ottobre 2008  —  20 gennaio 2009

Joseph Kosuth, W.: On Color #9 (Red). Installation view, Nomas Foundation, Rome. Ph: Davide Franceschini Pascale Marthine Tayou, David Crossing the Moon. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Ph Francesco Cartocci Piero Golia, Welcome. Installation view, Nomas Foundation, Rome Jonathan Monk, Untitled (A Fool And His Money Are Soon Parted). Installation view, Nomas Foundation, Rome Nico Vascellari, Nico & the Vascellaris. Installation view, Nomas Foundation, Rome Fischerspooner, FS. Installation view, Nomas Foundation, Rome

Fischerspooner - Piero Golia - Joseph Kosuth - Jonathan Monk - Maurizio Nannucci - Pascale Marthine Tayou - Nico Vascellari
A cura di Achille Bonito Oliva

Il neon sembra essere il materiale emblematico che meglio può rappresentare tale filosofia dell’arte. Se Caravaggio nel Seicento aveva adoperato la luce come motore iconografico capace di drammatizzare la scena pittorica, con Goya, Turner, fino ad arrivare a Dan Flavin e Bruce Nauman, il fattore luminoso trasforma la propria natura linguistica. Attraverso la neutralità di una luminosità diffusa fino alla vaporizzazione, il neon sembra essere il materiale adatto a rappresentare il massimo dell’impersonalità, neutralità ed oggettività degli artisti che lo adoperano.

Il neon è al contempo forma e scrittura che Piero Golia, Fischerspooner, Joseph Kosuth, Maurizio Nannucci, Jonathan Monk, Pascale Marthine Tayou e Nico Vascellari utilizzano per formulare un linguaggio super-oggettivo del soggetto.

Il neon si fa segno per demarcare territori personali, poetiche singolari, strategie culturali. Gli stati d’animo sono diversi: concettuale, ironico, cinico, dissacratorio.

Catalogo con testo critico di Achille Bonito Oliva.

Opere dalla collezione Giovanni Giuliani e dalla collezione Raffaella e Stefano Sciarretta


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