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Michael Dean, La nostra permanenza quotidiana

9 dicembre 2010  —  25 febbraio 2011

Michael Dean, Our daily permanence. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Ph: Altrospazio. Courtesy Supportico Lopez Michael Dean, Our daily permanence. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Ph: Altrospazio. Courtesy Supportico Lopez Michael Dean, Our daily permanence. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Ph: Altrospazio. Courtesy Supportico Lopez Michael Dean, Our daily permanence. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Ph: Altrospazio. Courtesy Supportico Lopez Michael Dean, Our daily permanence. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Ph: Altrospazio. Courtesy Supportico Lopez Michael Dean, Our daily permanence. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Ph: Altrospazio. Courtesy Supportico Lopez Michael Dean, Our daily permanence. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Ph: Altrospazio. Courtesy Supportico Lopez Michael Dean, Our daily permanence. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Ph: Altrospazio. Courtesy Supportico Lopez

A cura di Cecilia Canziani e Ilaria Gianni

VOCE: La tua gola descrive questo
VOCE: Restituisce le tue carezze
VOCE: La parte posteriore del tuo collo fino alla parte anteriore di questo disegno verticale.
VOCE: Restituisce le carezze.
VOCE: Prendendo il disegno verticale di questa figura costruita sulla parte anteriore della tua gola. La parte posteriore del tuo collo. La fragilitĂ  delle tue braccia.
VOCE: Con lo sguardo della carezza restituito.
VOCE: La precisione della tua gola, come quella delle tue spalle e dei tuoi polsi per questa storia di permanenza
VOCE: La precisione della mia gola, come quella delle mie spalle e dei miei polsi per questa storia di permanenza.
VOCE: L’imitazione fisica. Considera il disegno fisico e verticale di permanenza di questi palazzi. (...)

Nomas Foundation presenta La nostra permanenza quotidiana, la prima mostra personale a Roma di Michael Dean (Newcastle Upon Tyne, UK, 1977).
La nostra permanenza quotidiana è un dialogo fra voci che si confrontano sui concetti di permanenza e temporaneità, storia e immanenza, corrispondenze fisiche e intermittenze emozionali.
In risposta alle stratificazioni che restituiscono visivamente il passare della storia nella città di Roma, l’artista incentra la sua riflessione sull’elemento della colonna nella sua materialità e immaterialità. La colonna rappresenta una storia materiale di immanenza e durata: pietra trasformata in una struttura portante che con il tempo ritorna pietra. La forma, sottoposta ad un'ulteriore trasformazione in corrispondenza della nostra presenza fisica, si relaziona al collo, alla gola e conseguentemente alla nozione di voce.
Le voci di un dialogo che si ripete apparentemente all’infinito, compongono un libro che sarà disperso per la città di Roma per la durata della mostra. Le pagine, strappate man mano dal volume, saranno distribuite per circolare nel mondo: da qualche parte, in nessun luogo, infinitamente le pagine viaggeranno nel tempo e nello spazio, assumeranno un nuovo significato e valore all’interno di una permanenza quotidiana, diventando una nuova e sottile declinazione del monumentale.

Il dialogo si traduce negli oggetti e nelle forme esposte negli spazi di Nomas Foundation: variazioni della forma cilindrica dell’analogo collo/gola, posizionati su dei piedistalli che corrispondono all’altezza dell’opera in relazione al corpo dell’artista. Due lastre di cemento che hanno funzione di sedute sono posizionate sul pavimento come fossero una morena artigianale. Sul muro, due schermi verticali presentano un’ulteriore mutazione del dialogo. La struttura architettonica assume la forma immateriale di un movimento ondulatorio composto di luce colorata. Quasi un’ecografia, è la palpabile fluttuazione della voce recitante.
La presenza tangibile del lavoro pervade lo spazio e rimanda al testo. La nostra permanenza quotidiana è la traduzione di una traccia fisica, che, innescando una reciprocità tra parole, oggetti e tempo, apre a una nuova visione della storia, quella di permanenza. La nostra permanenza quotidiana.

Michael Dean (Newcastle, 1977) vive e lavora a Londra. Tra le mostre già all’attivo: Face, Supportico Lopez, Berlino; Symmetry of Intimacy, Laing Art Gallery, Newcastle Upon Tyne; The Floor is the Object, INDEPENDENT, New York; Tolerance, Scaramouche, New York; Her body in the same place as my body, Alessandro De March, Milano; Blindsides, Laura Bartlett Gallery, Londra; Fade Into You, a cura di Nicky Verber, Herald Street Gallery, Londra.


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