Subscribe to our mailing list

* indicates required

La Visione di Carlo (Vizi di Forma) | Rosalind Nashashibi

20 settembre 2011  —  18 novembre 2011

Carlo's Vision, 2011, 16mm film (11 min). Courtesy Nomas Foundation, Rome and Peep-Hole, Milan. Ph: Karolina Szewczyk The making-of Carlo's vision, 2011. Ph: Will Martin The making-of Carlo's vision, 2011. Ph: Will Martin Carlo's Vision, 2011, 16mm film (11 min). Courtesy Nomas Foundation, Rome and Peep-Hole, Milan. Ph: Karolina Szewczyk Carlo's Vision, 2011, 16mm film (11 min). Courtesy Nomas Foundation, Rome and Peep-Hole, Milan. Ph: Karolina Szewczyk Carlo's Vision, 2011, 16mm film (11 min). Courtesy Nomas Foundation, Rome and Peep-Hole, Milan. Ph: Karolina Szewczyk Carlo's Vision, 2011, 16mm film (11 min). Courtesy Nomas Foundation, Rome and Peep-Hole, Milan. Ph: Karolina Szewczyk Carlo's Vision, 2011, 16mm film (11 min). Courtesy Nomas Foundation, Rome and Peep-Hole, Milan. Ph: Karolina Szewczyk Carlo's Vision, 2011, 16mm film (11 min). Courtesy Nomas Foundation, Rome and Peep-Hole, Milan. Ph: Karolina Szewczyk Carlo's Vision (Body Habits). Agents and Onlookers. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Courtesy Nomas Foundation. Ph: Karolina Szewczyk Carlo's Vision (Body Habits). Agents and Onlookers. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Courtesy Nomas Foundation. Ph: Karolina Szewczyk Carlo's Vision (Body Habits). Agents and Onlookers. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Courtesy Nomas Foundation. Ph: Karolina Szewczyk The making-of Carlo's vision, 2011. Ph: Will Martin

La visione di Carlo è la prima mostra personale di Rosalind Nashashibi in una istituzione italiana, realizzata da Nomas Foundation in collaborazione con Peep-Hole di Milano. La mostra, declinata nelle due sedi, assume la forma di un dittico: Nomas Foundation ospita la sezione Vizi di Forma, Peep-Hole ospita Sacro e Profano.

Elemento comune e trait d’union dei due percorsi espositivi è Carlo's Vision (2011), film inedito commissionato da Nomas Foudation e Peep-Hole e prodotto dalla collezione Stefano e Raffaella Sciarretta.
Nella prima sala è presentato Agents and Onlookers or Colour changes with a silent sound, una collezione di immagini e riproduzioni strutturate come parte di un unico discorso: delle fotografie che mostrano la parte posteriore della testa*, tre riproduzioni de La visione dopo il sermone di Paul Gauguin strappate da diversi libri e una serie di fotografie personali che ripercorrono momenti di cambiamento nella vita della madre dell’artista. L'associazione di queste immagini costituisce una costellazione di pensieri sull’idea di trasformazione e di testimonianza, realizzati nelle ultime fasi della produzione del film e profondamente relazionati ad esso.

La visone di Carlo è un cortometraggio in 16 mm, girato a partire da un episodio di Petrolio, il romanzo incompiuto di Pier Paolo Pasolini. Petrolio ci offre un ritratto del mondo contemporaneo italiano, un contributo cruciale alla comprensione dei fatti accaduti in Italia tra gli anni Sessanta e Settanta. E’ anche un testo profetico rispetto alle imminenti trasformazioni politiche e sociali dello stato italiano.
L’artista trae spunto dall’episodio del romanzo che illustra la visione di Carlo, il protagonista. L’obiettivo di Nashashibi non è tradurre puntualmente la visione di Pasolini in un film, ma proporre una visione equivalente nel contesto odierno. L’artista ha trasposto il protagonista, la scenografia e la location nell’attualità e ne ha fatto la base per il suo film, utilizzando così un modello degli anni settanta per descrivere la società contemporanea.

Il risultato, La visone di Carlo, è una perfetta fusione tra finzione e documentario sperimentale. Carlo è trascinato su un dolly da regista lungo Via di Torpignattara e osserva la lunga marcia di un giovane uomo, il Merda, e della sua fidanzata Cinzia. Il protagonista è trainato all’indietro da tre divinità, due parlanti e una silente; pur dando loro le spalle, egli è in grado di percepire i loro pensieri come fossero monologhi interiori. Queste figure profetiche forniscono un’interpretazione di ciò di cui Carlo è direttamente testimone: i loro commenti si concentrano sul governo passato e presente di Roma, in particolare su come classi sociali e sessualità siano direttamente influenzati dalle strutture di potere del paese. Carlo coglie la realtà con una percezione del tempo, della luce e del colore differenti da quelli vissuti dai passanti che incontra.

La visione di Carlo, girata in pellicola su Via di Tor Pignattara la scorsa estate, dichiara la sua diversità dal reale attraverso l’uso di forti cromatismi.
Lo slittamento tra realtà e visione passa attraverso lo sguardo di Carlo: nei suoi occhi vediamo frammenti di corpi, acconciature, vestiti e organi sessuali, immagini prima soffuse in una luce di colore rosso vivo, che poi muta in arancione, giallo e infine in verde acceso. Quando il punto di vista torna al corteo e alle reazioni della gente comune, l’immagine torna ai colori naturali con uno sguardo più stabile e oggettivo.
Attraverso questi passaggi di macchina sono descritti strati simultanei di realtà; la frizione magica del film sta dove realtà simultanee si sfiorano, negli spazi di confine dove il reale incrocia la visione. La processione in stile mitologico è calata nel contesto di una giornata ordinaria di una borgata, i cui abitanti osservano, partecipano e manifestano la propria esistenza ad alta voce. E se i residenti guardano i protagonisti della visione, i protagonisti evitano sistematicamente il loro sguardo.

Le divinità sono state scelte in quanto genii loci, esponenti culturali che dovrebbero poter comunicare con autorevolezza la propria visione degli abitanti e della cultura delle borgate, della città e del paese.
Andrea Cortelessa è un critico letterario e storico della letteratura; Daniele Balicco è un critico, giornalista e studioso di mass media.
I monologhi interiori delle divinità sono il risultato dell’attento editing cui è stato sottoposto il materiale: una conversazione originariamente durata circa un’ora e mezzo dell’esperienza vissuta da Balicco e Cortellessa in strada e dei pensieri scaturiti nel corso di essa, con la mediazione dell’artista e dei curatori di Nomas e Peep-Hole.

Nashashibi ha selezionato estratti di questo dialogo per creare una dialettica di voci: un dio si concentra su questioni di governance e cospirazione di stato, l’altro sull’uso della sessualità nella vita politica e quotidiana di oggi. Sono due facce della stessa medaglia: aspetti del potere e delle sue manipolazioni.
Successivamente all’apertura della mostra, venerdì 23 settembre alle ore 19,00 si terrà al MACRO uno screening dei film più recenti dell’artista, seguiti da una conversazione tra i curatori del progetto e Rosalind Nashashibi.
Il talk avrà luogo nella sala Conferenze del MACRO, Museo d’Arte Contemporanea Roma, in Via Nizza.

Le immagini a colori in questa sezione sono state scattate da Rosalind Nashashibi; le immagini in bianco e nero dall’artista Gintaras Didzapetris su richiesta di Nashashibi.




MailFacebook
Newsletter
iten
MailFbTwitterVimeo