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Gianni Politi. MOUNTAINTOP WATERDROP

27 maggio 2015  —  22 ottobre 2015

Gianni Politi, installation view, Nomas Foundation, Rome. Courtesy the artist. Ph: Corrado de Grazia Gianni Politi, installation view, Nomas Foundation, Rome. Courtesy the artist. Ph: Corrado de Grazia Gianni Politi, installation view, Nomas Foundation, Rome. Courtesy the artist. Ph: Corrado de Grazia Gianni Politi, installation view, Nomas Foundation, Rome. Courtesy the artist. Ph: Corrado de Grazia Gianni Politi, installation view, Nomas Foundation, Rome. Courtesy the artist. Ph: Corrado de Grazia Gianni Politi, installation view, Nomas Foundation, Rome. Courtesy the artist. Ph: Corrado de Grazia Gianni Politi, installation view, Nomas Foundation, Rome. Courtesy the artist. Ph: Corrado de Grazia Gianni Politi, Le ore del giorno e della notte (stalker), 2013-15. Courtesy the artist. Ph: Corrado de Grazia Gianni Politi, Occhio cane, 2014. Courtesy the artist. Ph: Corrado de Grazia Gianni Politi, Veduta di Veroli, stavolta da fuori (senza grazia, partecipando). Installation view, Nomas Foundation, Rome. Courtesy the artist. Ph: Corrado de Grazia Gianni Politi, Making of della didascalia dell’opera, 2014. Courtesy the artist. Ph: Corrado de Grazia

Raccontata da Enzo Cucchi e Giuseppe Gallo

Inaugurazione: 27 maggio 2015, ore 18.30

Nomas Foundation ospita all’interno dei suoi spazi MOUNTAINTOP WATERDROP, progetto espositivo di Gianni Politi (Roma, 1986) che prosegue idealmente la mostra Tra queste sale (malandrino) presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

MOUNTAINTOP WATERDROP allude al lavoro dell’artista illuminandone gli aspetti fisici ed emotivi. Traendo metaforicamente ispirazione dalla storia del ciclo della goccia d'acqua raccontata al personaggio di Joaquin Phoenix nel documentario di Casey Affleck I'm still here, le opere di Gianni Politi riprendono il tema della rinascita dal basso: come le gocce solo dopo aver toccato terra evaporano verso il cielo, così i frammenti e le tele distrutte di Politi acquistano valore quando dal pavimento raggiungono la parete.

L’artista si posiziona in una nuova storia della pittura che nasce dal superamento del fallimento, “continuando a guardare il pavimento, arricchito dai detriti di una pratica fallimentare ma mai interrotta, ho iniziato ad elaborare la tecnica che ha portato alla costituzione formale di questa serie di lavori. Lavori che parlano di esperienze e ritrovamenti poiché ricchi d’informazioni importanti”, racconta Politi.

In MOUNTAINTOP WATERDROP, grandi tele composte di frammenti di opere distrutte, relegate per più di un anno nello studio dell’artista vengono riconfigurate e restituite a nuova vita. Forme astratte si ricompongono in riferimento ad una storia dell’arte moderna tutta italiana, una storia studiata e reinterpretata da Gianni Politi. Lo spettatore si trova in un presente tangibile in cui il passato è sottilmente evocato.

MOUNTAINTOP WATERDROP prenderà anche una forma narrativa. La mostra sarà infatti raccontata dalle voci di due maestri della pittura italiana: Enzo Cucchi (Morro d’Alba, Ancona, 1949) e Giuseppe Gallo (Rogliano, Cosenza, 1954).

Gianni Politi (Roma, 1986) vive e lavora a Roma.
Mostre personali (selezione): Tra queste sale, GNAM – Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, 2014; Giovane pittore romano, Istituto di Cultura Italiano, Praga; NADA Italian male painter, Pier 36, Basketball city, New York, 2014; From the studio (Nightrider), CO2, Roma, 2013; Le cose non saranno mai più come prima, Palazzo Collicola arti visive, Spoleto, 2011.
Mostre collettive (selezione): Intruders, 56. Biennale di Venezia, Venezia, 2015; La scrittura degli echi, MAXXI, Roma, 2015; Club of matinee idoiz, CO2, Torino, 2015; Tropical, YIA – Le Carreau du Temple, Parigi, 2014; 1+1 = 3 Una storia d’amore, 2014; Display - Mediatig Landscape, Sala Murat, Bari, 2014; La XIII luna, Furini arte contemporanea, Arezzo, 2014; Il rituale del serpente, Fondazione Pastificio Cerere, Roma, 2013; The cock-crow, CO2, Torino, 2013; Artissima 20, Oval Lingotto, Torino, 2013; Yellowing of the lunar consciousness, Galleria Massimo De Luca, Mestre, 2013; Re-generation, MACRO, Roma, 2012; Su nero nero / Over black black, Castello di Rivara, Torino, 2011.

Clicca qui per la narrazione di Giuseppe Gallo
Clicca qui per la narrazione di Enzo Cucchi


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