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A Theatre Cycle | Episode #3

23 maggio 2013

A Theatre Cycle | Episode #3. Keren Cytter, Show Real Drama, performance (2013). Ph: Valeria Tomasulo. Courtesy: the artist A Theatre Cycle | Episode #3. Keren Cytter, Show Real Drama, performance (2013). Ph: Valeria Tomasulo. Courtesy: the artist A Theatre Cycle | Episode #3. Keren Cytter, Show Real Drama, performance (2013). Ph: Valeria Tomasulo. Courtesy: the artist A Theatre Cycle | Episode #3. Clemens Von Wedemeyer & Maya Schweizer, Rien du Tout, video still (2006). Ph: Valeria Tomasulo. Courtesy: the artists A Theatre Cycle | Episode #3. Keren Cytter, Show Real Drama, performance (2013). Ph: Valeria Tomasulo. Courtesy: the artist A Theatre Cycle | Episode #3. Keren Cytter, Show Real Drama, performance (2013). Ph: Valeria Tomasulo. Courtesy: the artist

A cura di Cecilia Canziani e Ilaria Gianni
Assistente curatore: Ilaria Carvani

Clemens von Wedemeyer & Maya Schweizer, Rien du Tout
Keren Cytter, Show Real Drama
Anja Kirschner & David Panos, Living Truthfully Under Imaginary Circumstances
Tino Sehgal, Untitled

Programma del 23 maggio 2013

Clemens Von Wedemeyer & Maya Schweizer
Rien du Tout, 2006
35mm, hdv, color
30’

Rien du Tout è un film ispirato all’opera teatrale Catastrophe di Samuel Beckett. L’opera è un’accurata descrizione delle precarie condizioni di lavoro che oggi determinano sempre più la nostra vita sociale, rivelando una forte inquietudine e alienazione. Il copione tuttavia non segue lo stile del documentario di denuncia sociale e Clemens von Wedemeyer e Maya Schweizer mettono in scena una serie di circostanze che potrebbero verificarsi durante le prove di uno spettacolo. Questa alienazione mette in evidenza molto chiaramente le dipendenze, le insicurezze e le resistenze che determinano i rapporti di lavoro tra i personaggi. Ognuna di queste relazioni è diversa dall’altra, la cinepresa si focalizza sui dettagli, non trova pace finché non ha riunito tutti i protagonisti in un’imprevedibile scena finale che rivela una società in cui tutto si sgretola mentre ognuno dei personaggi rimane dipendente dagli altri.
Rien du Tout ha vinto il premio come miglior cortometraggio tedesco all’International Short Film Festival di Oberhausen nel 2006.


Keren Cytter
Show Real Drama
40’
Sceneggiatura: Keren Cytter
Interpretato da: Susie Meyer, Fabian Stumm

Show Real Drama è una piéce teatrale scritta e diretta da Keren Cytter, e basata sulle vite dei due attori protagonisti, Susie Meyer and Fabian Stumm, che sul palco rappresentano se stessi tra realtà e finzione. Dopo essersi laureati presso la University of Acting di Salisburgo Stumm e la Meyer si sono presto trovati disoccupati e isolati dal mercato dell’intrattenimento in un’ Europa obsoleta. Dopo innumerevoli e vani tentavi di essere assunti, decidono di scrivere un copione per alcune scene che avrebbero voluto un giorno recitare. Show Real Drama è una performance che riflette sul significato di vivere e di recitare. I due protagonisti si alternano in scene che fanno riferimento alle relazioni interpersonali, alla memoria, alla realtà e alla finzione scenica di uno show reel, raccontando l'amore, il desiderio, la perdita e l'imprevedibilità della comunicazione umana, rimescolando i codici standard, i racconti e le immagini solitamente usate per descrivere questi temi.


Anja Kirschner & David Panos
Living Truthfully Under Imaginary Circumstances, 2011
Proiezione HD
33’

Living Truthfully Under Imaginary Circumstances è un film che indaga gli esercizi di recitazione sviluppati da Sanford Meisner.
Le tecniche di Meisner impiegano, in modo paradossale, una routine di allenamento che implica un’innaturale e intensa pratica di ripetizione e osservazione fatta di feedback e scambi con il compagno al fine di stimolare emozioni autentiche e la spontaneità nella performance. Tali pratiche sono tutt’oggi molto influenti nell’ambito del cinema e teatro americano.
L’opera è incentrata sulla relazione tra teatro e performance, ideologia e soggettività, alternando filmati di giovani attori impegnati negli esercizi di Meisner a materiale proveniente dalla storia del teatro e del cinema. Il lavoro di Kirschner & Panos si interroga altresì sul significato di “verità emozionale” nel naturalismo post-moderno e sul relativo confondersi della distinzione tra artificio drammatico e impulsi apparentemente “primitivi” e “umani”, portando contemporaneamente in primo piano la forza emozionale e il carattere ipnotico e infinito del metodo di Meisner.


Tino Sehgal,
Untitled
4’xxxxxxxx
L’orchestra:
Massimo Nunzi, direzione
Vanessa Cremaschi, violino
Mervit Nesnas, violino I
Chiara Tofani, violino II
Roberta Palmigiani, viola
Kyungmi Lee, violoncello
Pierpaolo Mastroleo, contrabbasso
Veronica Colantoni, oboe
Claudia Galli, fagotto
Milena Savelloni, fagotto
Mariele Ecca, corno
Giuseppe Calabrese, corno
Fabio Gelli, tromba
Mattia Collacchi, trombone tenore
Max Filosi, clarinetto Bb
Alessandro Tomei, clarinetto Bb
Pierpaolo Ferroni, percussioni
Stephane Pelegri, percussioni
Fabio Cuozzo, percussioni


Biografie artisti:
Keren Cytter è nata nel 1977 a Tel Aviv (Israele) dove studia Arti Visive all’Avni Institute of Art. Vive e lavora a Berlino. Nei suoi video di carattere sperimentale e surreale, Keren Cytter analizza la conflittualità sia nella sfera privata che nelle relazioni interpersonali. Il registro tragi-comico adottato dall’artista gioca e insieme disorienta lo spettatore portandolo così a osservare la vita quotidiana in modo nuovo. Oltre a lavori video, Keren Cytter realizza film e disegni, ha scritto tre romanzi e due pièce teatrali. Nel 2008 ha formato un gruppo di danza e teatro, il Dance International Europe Now.
Mostre personali (selezione): Keren Cytter: Video Art Manual, Noga Gallery of Contemporary Art, Tel Aviv (2012); Keren Cytter: Keren Cytter: Don’t trust Americans, Schau Ort, Zurigo (2012); Keren Cytter: Based on a True Story, Oakville Galleries, Oakville (2012); Keren Cytter: Avalanche, Stedelijk Museum, Amsterdam (2011); Avalanche, Pilar Corrias & David Roberts Art Foundation, Londra (2011); Moderna Museet, Stoccolma (2010); Kunsthaus Baselland (2010); Galerie Christian Nagel (2010); Keren Cytter, Hammer Museum Project Series, Los Angeles (2010); Van Abbemuseum, Eindhoven (2010); History in the Making (with D.I.E Now), Tate Modern Turbine Hall, Londra (2009); Performa 09, New York (2009)
Mostre collettive (selezione): Whitstable Biennale – UK; International Project Space, Birmingham (2012); The Deutsche Bank Series at the Guggenheim: Found in Translation, Solomon R. Guggenheim Museum, New York (2012); Based in Berlin, Berlin (2011); Videonale 13, Kunstmuseum Bonn (2011); CA 3rd Thessaloniki Biennal of Contemporary Art, Salonicco (2011); Future Generation Art Prize: 20 Shortlisted Artists, PinchukArtCentre, Kiev (2010); 8th Gwangju Biennale, Gwangju (2010); Fare Mondi 53 Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia (2009); The Generational: Younger Than Jesus, New Museum, New York (2009); Television Delivers People, Whitney Museum of American Art, New York (2008); Manifesta 7, Trentino (2008).

Anja Kirschner (Monaco, 1977) e David Panos (Atene, 1971) vivono e lavorano tra Londra e Atene. Dal 2006 i loro lavori combinano insieme documentario, generi popolari quali sci-fi, soap opera e avventura, affrontando temi che ruotano intorno agli odierni conflitti politici.
Attraverso la ricostruzione e la riscrittura del passato, i due artisti mettono in luce il tempo presente e le sue diverse prospettive. Spesso nei loro film le rotture e le trasformazioni rivelano contraddizioni sociali, generando nuove forme culturali e un diverso ordine di classe.
Nel 2011 hanno ricevuto il Derek Jarman Award.
Mostre personali (selezione): Ultimate Substance, Secession, Vienna (2012); Extra City, Antwerp e Neuer Berliner Kunstverein, Berlino (2012); Lights, Tears and Real Abstractions, Artists Space, New York (2012); Living Truthfully Under Imaginary Circumstances, Transmission Gallery, Glasgow (2012); The Projecting Stage, castillo/corrales, Parigi (2011); The Empty Plan, Staatsgalerie Stuttgart, Stuttgart (2011); Kunsthall Oslo, Oslo (2011) e Focal Point Gallery, Southend (2010/11).
Mostre collettive (selezione): The Magic of the State, Beirut, Cairo and Lisson Gallery, Londra (2013) and HELL AS, Palais de Tokyo, Parigi (2013), Biennale di Liverpool (2012); British Art Show 7 (2012).

Tino Sehgal è nato nel 1976 a Londra, attualmente vive e lavora a Berlino.
Sehgal ha studiato economia politica e coreografia, lavorando nella danza prima di volgere la propria attenzione sulle “situazioni costruite” che coinvolgono una o più persone in un’esperienza unica, insieme intima e collettiva. Le fotografie o altre forme di documentazione non sono permesse così da concentrare l’attenzione sul tempo e lo spazio occupati. Esistenti solo nel momento della loro messa in scena, i lavori di Tino Sehgal vivono nella memoria di coloro che ne sono testimoni.
Tino Sehgal è stato selezionato tra i quattro finalisti del Turner Prize 2013.
Mostre personali (selezione): This Situation, IMMA, Dublino; Tino Seghal, Musée d’art contemporain de Montréal (2013); The Unilever Series: Tino Sehgal, Tate Modern, Londra (2012); Tino Sehgal, Kunsternes Hus, Oslo (2011); Filipovic, Museum fumlr Moderne Kunst, Francoforte (2011); Number Three: Here and Now, Julia Stoschek Collection, Duesseldorf (2010); This is not about, CCA Wattis Institute for Contemporary Arts, San Francisco (2009); Tino Sehgal, Fondazione Trussardi, Villa Reale, Milano (2008); Padiglione Tedesco, 51. Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia (2005)
Mostre collettive (selezione): 55. Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia (2013); DOCUMENTA (13), Kassel (2012); 8 1⁄2, Fondazione Nicola Trussardi, Stazione Leopolda, Firenze (2011); Here and Now, Julia Stoschek Collection, Düsseldorf (2010); Sexuality and Transcendence, Pinchuk Art Centre, Kiev (2010).

Maya Schweizer è nata a Maisons-Alfort in Francia nel 1976; vive e lavora a Berlino. Nel 2007 termina gli studi all’Universität der Künste di Berlino.
Maya Schweizer è un’artista e una regista; i suoi lavori esplorano i temi dell’immigrazione, dell’integrazione e delle differenze culturali utilizzando spesso la forma del documentario così da rivelare meglio la complessità del reale.
Nel 2008 l’artista ha ottenuto il Villa Aurora Artist Grant del Goethe-Institut di Los Angeles e la borsa di studio Karl-Hofer a Berlino. Ha presentato le sue opere in numerose mostre e festival internazionali.
Mostre personali (selezione): Edith Seeshow´s Notes, Kunstverein Langenhagen (2013); It´s not about nothing, Galerie Katharina Bittel, Amburgo (2012); Metropolis, Report from China, Frankfurter Kunstverein (2011).
Mostre collettive (selezione): Letters & Words, Galerie Katharina Bittel, Amburgo (2013); Zurück nach Morgen, Galerie für zeitgenössische Kunst, Lipsia (2013); Avantgarde ist keine Strömung, D21 Kunstraum, Lipsia (2012); Die Stadt, die es nicht gibt, Ludwig Forum Aachen, Aquisgrana (2012); What about the Ghosts in Town, The Brno House of Arts, Brno (2012).

Clemens von Wedemeyer è nato nel 1974 a Göttingen, in Germania. Vive e lavora a Berlino e al momento è in residenza presso l’Accademia Tedesca di Roma, Villa Massimo. Dopo gli studi in fotografia, nel 2002 si diploma alla HGB Academy of Visual Arts di Lipsia.
Le installazioni e i video che l’artista realizza, sempre in bilico tra realtà e finzione, sono ricchi di riferimenti storici e d’immagini metaforiche, così da assumere la qualità di piccoli documentari. La linearità della narrazione è tuttavia spesso interrotta mostrando così i cambiamenti e gli sviluppi all’interno delle strutture del potere, che nei suoi film si riflettono sull’architettura, sulle relazioni spaziali e sui comportamenti sociali.
Mostre personali (selezione): MAXXI, Roma (2013-upcoming); The Fourth Wall, St. Paul Gallery, Auckland; Dunedin Public Art Gallery, Dunedin, Nuova Zelanda; Paco das Artes, Sao Paolo (2012); The Repetition Festival Show, Galleria Civica Trento, Trento (2011); Sun Cinema, Galerie Jocelyn Wolff, Parigi (2011); Metropolis, Report from China, FrankfurterKunstverein, Francoforte (2011).
Mostre collettive (selezione): DOCUMENTA (13), Kassel (2012); Intense Proximity, La Triennale Paris, Palais de Tokyo, Parigi (2012); Eurasia: Geographic cross-overs in art, Mart, Rovereto (2008); 4th Biennale of contemporary art, Berlino (2006).

A Theatre Cycle è un progetto di Nomas Foundation in collaborazione con il Teatro Valle Occupato

Con il supporto di:
Villa Medici
Institute Francais

Si ringrazia:
Il Teatro Valle Occupato; Hollybush Gardens, London; Galerie Jocelyn Wolff, Paris, Galerie Jan Mot, Brussels; Pilar Corrias Gallery, London; Galleria Raffaella Cortese, Milan


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