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A Film Cycle – Renzo Martens

26 marzo 2011

A Film Cycle. Renzo Martens, Episode 3: Enjoy poverty. Courtesy Galerie Fons Welters (Amsterdam), Wilkinson Gallery (London) and the Artist

Episode 3 - Enjoy poverty, 2008 | 90 min.

Special feature: Jean Luc Godard
- Interview From 1972 (1972) | 7 min.
- France/tour/détour/deux/enfants, Mouvement 7: Violence/Grammaire (1978) | 3 min.

Per girare “Episode 3 - Enjoy poverty”, Renzo Martens ha viaggiato per due anni con la sua telecamera nella Repubblica Democratica del Congo, una terra segnata da guerra, malattie e miseria, dimostrando come le agenzie di sviluppo e i reporter contribuiscano alla costruzione di un immaginario legato alla situazione socio-economica. Il film mette in relazione il pubblico con il fatto che gli africani stessi non traggano profitto dalle immagini realizzate dai fotografi occidentali. Al contrario così come l’oro e i beni di lusso, anche la rappresentazione della povertà, teoricamente il prodotto d’esportazione più proficuo in Africa, è fuori dalla loro portata, perché è sfruttato dall’occidentale “industria della povertà”.
Come risposta a questa ingiustizia, Martens dà vita a un progetto per l’emancipazione dei fotografi della Repubblica Democratica del Congo - come si vedrà poi, destinato al fallimento. Episode 3 – Enjoy Poverty è il secondo di una serie di tre film di Martens in cui l’artista solleva il problema della produzione di immagini nella società contemporanea. I film invitano lo spettatore a ripensare alle modalità di produzione di un documentario, al ruolo del regista e alla responsabilità degli spettatori stessi. Martens ha girato il primo episodio della serie in Cecenia. Nel film, l’artista si racconta mentre cerca di dimenticare un amore tra le rovine e le vittime della guerra.

Renzo Martens (Paesi Bassi 1973) esplora il ruolo della telecamera nelle zone di conflitto per generare pseudo-documentari che sollevano questioni sul giornalismo, i media, ma anche sull’immagine e la responsabilità dell’arte. Il suo lavoro è stato presentato in manifestazioni come la Biennale di Berlino (2010) e Manifesta7 (2008); tra le mostre personali si ricorda quella allo Stedelijk Museum Bureau Amsterdam e alla Göteborgs Konsthall di Göteborg (2011).


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