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A Film Cycle – Hito Steyerl

26 marzo 2011  —  27 marzo 2011

A Film Cycle. Hito Steyerl, Journal No. 1, An artist's impression, video still

Journal No. 1: An artist's impression, 2007 | 21 min
Special feature:
Jean-Marie Straub, Danièle Huillet - Klassenverhältnisse (1984) | 127 min

Filmjournal n. 1 era uscito nelle sale a Sarajevo nel 1947, due anni dopo la fine della seconda Guerra mondiale. Cinquant’anni dopo, caduto il blocco comunista, questo cinegiornale è stato disperso durante la guerra in Yugoslavia. In Journal No. 1 Hito Steyerl cerca di capire in che modo il filmato originale venne smarrito e cosa fosse contenuto in questo documento dello studio di Sutjeska. Nella proiezione simultanea di Journal No. 1, “l’inaccessibilità all’ora zero nella storia dell’identità di una nazione” prende una forma concreta: il cinegiornale disperso raccontava la campagna di alfabetizzazione, mostrava le donne musulmane togliersi con sicurezza i loro veli dal volto. Nel film si ascoltano testimoni oculari che cercano di ricomporre i tasselli mancanti, mentre l’artista Arman Kulasic realizza una serie di disegni che ricompongono lo story-board del film smarrito. La voce narrante è percepita dallo spettatore come testimonianza del momento in cui la pellicola è andata dispersa nel rogo dell’archivio. La combinazione di parole e immagini che si sostituiscono al documento originale mancante, restituiscono alla memoria la capacità di sostituirsi al film, apparentemente il medium più affidabile di riproduzione della storia. La lotta contro la perdita di memoria fa da controcanto alla lotta della Bosnia nel tentativo di conservare la propria cultura contro tutto e contro tutti. Quelli che appaiono come momenti di grande cambiamento, devono fare i conti comunque con i limiti della memoria soggettiva.

Hito Steyerl regista, scrittrice ed artista, le sue video installazioni sono state esposte a Documenta 12, al 37esimo International Film Festival di Rotterdam, al Moderna Museet di Stoccolma e alla Kunsthalle Winterthur, in Svizzera. I suoi lavori si focalizzano sulle dinamiche che intercorrono tra politica e estetica.


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