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A Film Cycle – Deimantas Narkevicius

26 marzo 2011  —  27 marzo 2011

A Film Cycle. Deimantas Narkevicius, Once in the XX Century, video still. Courtesy gb Agency, Paris A Film Cycle. Deimantas Narkevicius, AusgetraĂĽmt. Courtesy gb Agency, Paris

The Head, 2007 | 12.14 mins
Il punto di partenza di The Head è l’interesse di Narkevičius per il linguaggio formale dell’arte di propaganda. Perso il suo significato politico, Narkevičius analizza i modi in cui l’ideologia forma l’estetica di una società. Intervallando scene girate nel dopoguerra di coppie che prendono il sole lungo le sponde di un fiume, bambini che raccontano a chi li intervista cosa gli piacerebbe diventare da grandi - un pilota, un autista e “ironicamente” un intervistatore – con un documentario degli anni ’50 su uno scultore di regime, The Head, analizza la perdita del significato politico e ideologico del monumento. Da simboli politici, traccia di precedenti strutture di potere, eredi di terrore politico e pressione psicologica i monumenti si trasformano in sculture, la rappresentazione visiva di un periodo storico.

The Role of Lifetime, 2003 |16.53 mins
Il film A Role of A Lifetime interroga il rapporto tra la documentazione e rappresentazione, soggettività e responsabilità artistica. Riflettendo sui documentari del regista inglese Peter Watkins, vengono combinati tre distinti elementi: un’intervista con Watkins stesso, registrata in Lituania, dove il regista ha vissuto per molti anni; una sequenza di disegni del paesaggio lituano, alcuni dei quali rappresentano il parco di sculture di Grutas, dove sono conservate sculture realiste del dopoguerra; e ancora riprese amatoriali di scene di vita quotidiana, tratte dagli archivi di Brighton. Il film di Narkevičius unisce questi diversi componenti, collegando il suono e l’immagine per produrre uno strano gioco tra le riflessioni in voice off di Peter Watkins e le immagini che appaiono sullo schermo. Peter Watkins e Deimantas Narkevičius hanno in comune un profondo scetticismo rispetto alla possibilità delle immagini di restituire un’autentica rappresentazione della realtà. Entrambi hanno realizzato film che in maniera molto simile cercano di decostruire la retorica della testimonianza storica attraverso l’uso di un linguaggio che non imprigioni la storia nelle maglie dell’ideologia o della sua rappresentazione massificata.

Once in the XXth century, 2004 | 7.56 mins
Once in the XXth Century mostra l'installazione di una statua di Lenin in una piazza di Vilnius alla presenza del pubblico acclamante. Deimantas Karkevicius ha realizzato un nuovo film, utilizzando filmati trasmessi dalla televisione lituana della rimozione del monumento di lenin negli anni '90. Dopo che la maggior parte dei monumenti dell'epoca socialista sono stati rimossi sia in seguito a iniziative spontanee dei cittadini, sia da parte dello stato, ora essi sono tracce effimere ed esauste di una fede collettiva, e tuttavia insoddisfatta, in una società alternativa. Nel suo video, Narkevicius capovolge letteralmente le immagini per riportare nel presente il culto della personalità e la celebrazione pubblica di simboli ideologici, ormai diventati storia. Once in the XXth Century è una cronaca ironica del rituale e delle rappresentazioni dell'ideologia in diverse epoche, e della conseguente iconoclastia posta a misura radicale di correzione storica.

Ausgeträumt, 2010 | 5.33 mins
Ausgetraümt non ha una specifica traduzione ma indica uno stato mentale tra il sogno e realtà nel momento in cui ci si sveglia. Narkevicius interpreta questo momento in maniera quasi infantile, raccontandolo come “stato aurorale della creatività di chiunque muova i primi passi in qualsiasi campo dell’arte”. L’artista racconta di un piccolo gruppo di giovani lituani che hanno appena formato una band, inserendo nella storia scene del paesaggio invernale nei dintorni di Vilnius. La musica pop o rock non si è mai veramente sviluppata in Lituania come un mezzo di espressione in sé e nessun musicista pop lituano ha mai raggiunto successo internazionale. Narkevicius riprende con la telecamera questi giovani idealisti e restituisce le loro ambizioni, interrogando la loro visione del futuro, le loro riflessioni riguardo alla situazione politica e sul loro ambiente culturale.


Deimantas Narkevicius è uno degli artisti lituani più riconosciuti nella scena artistica internazionale. Formatosi inizialmente come scultore, si è poi concentrato soprattutto sulla narrazione attraverso video e film. Al centro del suo lavoro c’è l’investigazione su come la storia è percepita e i meccanismi che la trasformano, a partire da differenti utopie e ideologie. Narkevičius esplora il passato degli stati dell’ex-blocco sovietico usando found footage e narrative autobiografiche. Ha avuto mostre nelle maggiori capitali europee e del mondo. Ha rappresentato la Lituania alla 49esima Biennale di Venezia nel 2001. Lo scorso anno la sua retrospettiva è stata in mostra al Reina Sofia di Madrid, al Vaabbe di Eindhoven, alla Kunsthalle di Berna.


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